Sono nata, ho insegnato e tuttora abito in Borgo Vittoria, alla linea di confine (amministrativo) con Barriera di Milano.

Figlia unica di una sarta e di un operaio.

Sono cresciuta nell’educazione ai talenti (la creatività della mamma) e nel rigore (il dovere del lavoro).

Da entrambi ho ricevuto lo stimolo allo studio: allora sull’ascensore sociale era possibile salire, così sono diventata insegnante e ho frequentato l’Università.

Sapevo e so che le diseguaglianze di partenza segnano le opportunità del futuro, così, come insegnante, mi sono misurata con i disagi economici e culturali dei quartieri difficili e con l’inserimento scolastico degli allievi disabili.

Sapevo e so che per rendere praticabili le pari opportunità occorre una dimensione pubblica che le renda esigibili, così, da giovanissima, mi sono impegnata in politica per ottenere leggi, delibere, scelte che caratterizzassero la mia città verso quelle possibilità di emancipazione che per me e per altre/i ritenevo giuste e desiderabili.

Dall’Assessorato all’istruzione a quello delle periferie in Comune, dalle politiche sociali e dalla Presidenza della Circoscrizione 6 all’Assessorato alla sanità regionale ho lavorato con quella ispirazione: forse non sempre ho spiegato adeguatamente tutte le scelte, non sempre gli esiti hanno rispettato le aspettative.

Ogni volta, però, ho operato schiettamente: per superare le discriminazioni, per favorire l’eguaglianza delle possibilità, per tutelare chi ancora non ha voce affinché possa prendere parola e autodeterminarsi, per essere in tante/i e non consegnare il nostro destino ad altri. Oggi, in un’epoca in cui sembra che ciascuno/a pensi e basti a se stesso /a (e non a caso si ripresentano diseguaglianze di ceto e di cultura) non sopporto una politica che si limiti a registrare lo stato delle cose e, al massimo, a ridurre /compensare i danni.

Vorrei una politica del desiderio, una energia per cambiare lo stato delle cose, una tenacia per contrastare le constatazioni banali (le cose vanno così e abbiamo fatto tutto il possibile), un orgoglio per dire che si è, si può contare, non si accetta di essere insignificanti.

Per tutte queste ragioni, che sono anche emozioni, sono stata eletta in Consiglio comunale per Torino in Comune (l’unica formazione politica “nuova” in questa competizione), con il proponimento di poter ancora dire e fare per Torino, perché a dispetto di chi dice “rivotateci, abbiamo già fatto tutto” , per la città c’è sempre qualcosa di più e di meglio da fare.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi